Esempi

Alcuni esempi di pronunce favorevoli e contrarie

PRONUNCE FAVOREVOLI

1) Tribunale di Napoli decreto del 28/10/15 omologa piano del consumatore

Nel caso di specie i debiti del consumatore erano i seguenti:

– € 251.000 per contratto di mutuo con garanzia ipotecaria su casa di mq. 82;

– € 1.990,00 prestito personale;

– € 5.600,00 debito verso un avvocato;

Attivo del consumatore:

– appartamento mq. 82, stimato in seguito alla richiesta dell’OSSERVATORIO AGENZIA ENTRATE in € 125.000,00 (quasi le metà del mutuo);

– autovettura € 1.500;

– arredi casa € 1.300;

– saldo c/c € 143,00;

– reddito lavoro dipendente € 1.525,00

A fronte di un debito originario di € 258.000,00 il Tribunale omologa il piano per esdebitazione con una somma di € 138.000,00 con versamento di 213 rate mensili di € 650,00.

 

2) Tribunale di Pistoia decreto del 28/2/14 omologa piano del consumatore

Nel caso di specie il consumatore aveva una esposizione debitoria di € 43.290,00 con i seguenti creditori:

– € 39.950,00 contratto finanziamento;

– € 2.569,00 scoperto di c/c;

– € 764,00 utenze non pagate;

L’attivo era costituito da un reddito da lavoro dipendente di € 1.100,00 fino al 2008, poi veniva licenziato nel 2009 e percepiva indennità di mobilità. Nel 2013 con il compimento del 65° anno percepiva la pensione di invalidità.

A fronte di un debito originario di € 43.290,00 il Tribunale omologa il piano per esdebitazione con una somma di € 12.000,00 inizialmente pagando rate da € 15,00 e con il percepimento della pensione € 200,00 fino all’estinzione, da attribuire proporzionalmente a ciascun creditore.

 

3) Tribunale di Busto Arsizio decreto15/9/ 2014 omologa piano con taglio debito Equitalia

Nel caso di specie in consumatore aveva un debito con Equitalia di € 87.000,00 per tributi non pagati.

Il Tribunale ha omologato il piano prevedendo una esdebitazione dell’87% pagando € 11.200,00 sulla base delle possibilità attuali della debitrice.

 

 

PRONUNCE CONTRARIE

1) Tribunale di Reggio Emilia ordinanza del 11/3/2015 rigetto domanda omologazione per atto in frode ai creditori.

La Legge 3/12 prescrive di verificare prima di presentare il ricorso per l’accesso alla procedura se il debitore abbia compiuto atti in frode ai creditori. Nel caso di specie il debitore con scrittura privata autenticata aveva in data 31/3/2014 costituito un trust (istituto giuridico previsto nel diritto anglosassone simile al ns. fondo patrimoniale) con lo scopo di preservare l’integrità del patrimonio personale e garantire i suoi eredi da eventuali vicende personali. Il debitore con successivo atto conferiva nel trust la quota di proprietà di due immobili. Com’è noto le finalità perseguite attraverso il trust possono essere oltre che lecite, anche illecite, quali quelle elusive di norme imperative, di evasione fiscale, di riciclaggio ecc. In conclusione il Giudice rileva che si tratta di un trust diretto a sottrarre alla garanzia generica dei creditori i beni oggetto del conferimento e pertanto, sussistendo un atto in frode compiuto dal debitore in data anteriore alla presentazione del ricorso per sovraindebitamento, l’accordo proposto ai creditori non può essere omologato.

A nulla rileva che l’accordo sia più conveniente rispetto ad una esecuzione ordinaria contro il debitore, né che i creditori abbaiano dato consenso alla proposta.

 

2) Tribunale di Ravenna decreto del 17/12/2014 provvedimento rigetto piano del consumatore per aver assunto obbligazioni senza ragionevole prospettiva di adempiere.

Nel caso di specie il ricorrente nell’aprile del 2006 aveva acceso un mutuo di € 185.000,00 per l’acquisto di un immobile pagando una rata di circa € 1.000,00. Successivamente i debitore aveva ricorso ad una pluralità di finanziamenti personali e precisamente:

-in data 11/9/07 stipulava un prestito con FIDITALIA di € 34.000,00 con rimborso rateale di 96 mensilità pari ciascuna ad € 463,00.

-in data 31/3/09 sottoscriveva altro finanziamento con AGOS per un importo di € 29.000,00 con rimborso rateale di € 409,00 mensili.

-in data 30/4/09 altro contratto di prestito con COMPASS di € 17.500,00

Alla luce di quanto sopra, il ricorso continuativo e temporalmente ravvicinato a più fonti di finanziamento appare eccessivo anche per la disponibilità reddituale. A Tale riguardo l’art. 12 bis Legge 3/2012 prevede quale causa ostativa all’omologazione del piano del consumatore, quando ha assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere ovvero che ha colposamente determinato il sovraindebitamento, anche per mezzo di un ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali.

Il Giudice rigetta l’istanza di ammissione alla procedura.

 

3) Tribunale di Pistoia, decreto 17/11/2014 revoca decreto di omologa della procedura di sovraindebitamento.

La finanziaria COMPASS aveva proposto reclamo ai sensi degli art. 12, 12bis legge 3/2012 avverso il decreto con il quale il Giudice del sovraindebitamento aveva omologato il piano del consumatore.

Il reclamante nella qualità di creditore che aveva concesso un finanziamento di € 31.000,00 garantito dalla cessione della propria pensione INPS nella misura di 1/5 rilavava l’assenza delle condizioni di meritevolezza ai sensi dell’art. 12 bis com. 3 Legge 3/2012 per palese negligenza da parte del debitore, perché al momento della cessione del 1/5 non poteva non essere consapevole della propria difficoltà finanziaria.

Il reclamo viene accolto per il principio della meritevolezza, cioè quando il consumatore abbia assunto obbligazioni senza la ragionevolezza prospettiva di poterle adempiere ovvero abbia colposamente determinato il sovraindebitamento anche per mezzo di un ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali.

Il Giudice in seguito al reclamo ha effettuato il giudizio valutativo, argomentando che l’iniziale incidenza debitoria del 37% sul reddito familiare non era tale da compromettere il regolare adempimento. Con l’assunzione di un nuovo finanziamento e l’incidenza arrivata al 61% sul reddito, ha fatto venir meno il 1° criterio di meritevolezza.

Quando il sovraindebitamento sia stato determinato per colpa del debitore, si parla di 2° criterio di meritevolezza; a titolo esemplificativo l’indebitamento non è colposo quando: accidentale accadimento che alteri in senso negativo la capacità di reddito, infortuni, malattie con cure costose, perdita di lavoro o riduzione per causa non imputabile al debitore, oneri derivanti da separazione, impossibilità incassare crediti ecc.




Esempio esdebitamento - Sentenza Tribunale Pistoia (316 kB)
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