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Diritto 24 - Sovraindebitamento e usura: due facce della stessa medaglia

Nel corso degli ultimi anni l'Italia ha conosciuto un cambiamento profondo dei comportamenti, delle abitudini, del modo di atteggiarsi verso il presente e il futuro da parte dei suoi cittadini. Ha messo da parte l'attitudine alla parsimonia, la laboriosità e la preveggenza di fronte a possibili e normali rischi della vita e si è al contrario via via fatto strada uno stile di vita di segno opposto. La popolazione oggi consuma in misura imponente e, in particolare, consuma un prodotto del tutto peculiare: il gioco d'azzardo: tanto quello in forma registrata e legale quanto quello clandestino e criminale. Il gioco d'azzardo è diventato un fenomeno di massa, l'offerta commerciale maggiormente diffusa: scommesse sportive, ‘gratta e vinci', estrazioni numeriche di vario tipo, sale bingo e sale slot, giochi d'azzardo online.  La proliferazione dell'offerta e la pubblicità concorrono alla diffusione di un comportamento rischioso anche gran parte delle persone sottovaluta la possibilità che si trasformi in una dipendenza rovinosa. Milioni di cittadini entrano in contatto, nei luoghi e nei tempi della loro vita quotidiana, con almeno un'istallazione dell'alea for profit. Per comprendere le conseguenze di questa presenza, del tutto inedita fino agli inizi di questo nuovo secolo, i fattori da considerare (almeno quelli principali) sono molteplici, e hanno conseguenze diversificate e integrate tra loro. Ogni cittadino italiano incontra ogni giorno, e anzi più volte nell'arco delle 24 ore, un macchinario di gioco. Dunque, indipendentemente dalla sua volontà, dalla sua propensione, dalla sua ricerca deliberata, ogni cittadino italiano – senza alcuna distinzione anagrafica, di genere, di attività, gusti etc – può constatare come la sua sfera personale non costituisca alcuna barriera all'induzione affinché egli versi denaro a una (o più spesso, diverse) modalità di gioco a soldi. L'azzardo, attraverso la sua filiera (rectius: catena, poiché tuttavia non di attività produttiva si tratta) è diventato negli ultimi anni caratterizzati da una profonda crisi, una delle cause principali dell'indebitamento di famiglie e imprese. E' stato proprio insinuandosi in questa strettoia che si è imposto come una delle principali matrici del sempre maggior ricorso all'usura che purtroppo non accenna a diminuire.  Per chi pratica questo odioso commercio, il prestito illegale – perché di questo di fatto si tratta – appare come un investimento sicuro e tranquillo a costo zero, ad alto rendimento, senza oneri fiscali e che in molti casi rimane ancora impunito per via della reticenza delle vittime alla denuncia. Senza produrre beni o servizi, l'usura incetta ricchezza, sedimentata in depositi finanziari sommersi e reimpiegati in investimenti legali. Nonostante l'emanazione delle leggi 108/96 (antiusura) e 44/99 (antiestorsione), non ancora sufficientemente finanziate dal bilancio statale, tuttavia si promuove l'azzardo, che dell'usura rappresenta il grimaldello, depotenziandone così la portata criminale. Negli ultimi anni di crisi economica, da indagini statistiche risulta che si è diffusa la malsana convinzione che le slot machine rappresentano una fonte di reddito per risolvere i problemi finanziari di una famiglia. Non c'è nulla di più sbagliato.  L'azzardo è una delle principali cause di usura, suicidio, perdita del posto di lavoro, fallimento aziendale, divorzi e dipendenze da droghe e alcol. In questi anni di crisi tutto il risparmio delle famiglie italiane, che le generazioni precedenti utilizzavano per consentire la mobilità sociale ai propri figli, è stato bruciato nelle macchinette mangiasoldi. Il gioco d'azzardo e i debiti da usura sono diventati causa sempre più rilevante di sovraindebitamento e di dipendenze patologiche. Questi preoccupanti fenomeni hanno trovato unanimità di consensi sulla loro pericolosità sociale e sulla necessità di promuovere adeguati interventi di contrasto (leggi, assistenza sanitaria, ricerche socio-psicologiche etc.) e una sensibilizzazione delle agenzie educative. Veri e propri fenomeni di massa, che come tali devono essere oggetto di attenzione e di provvedimenti, fino a contrastarli ed annientarli. Il 10% delle separazioni nel nostro Paese è causato proprio dal gioco d'azzardo di cui soffre uno dei due coniugi, l'80% è costituito da ricorsi di separazione introdotti soprattutto da donne che, sfinite dai reiterati comportamenti compulsivi dei mariti, decidono di buttare la spugna rivolgendosi al tribunale anche per porre un argine alla devastazione sociale ed economica che un giocatore patologico ha la capacità di determinare in ambito familiare e lavorativo.  Quando è la famiglia a farsi carico del problema patologico, muta radicalmente la visione delle cose, tutto appare rapportato alla risoluzione della patologia e a riscrivere le regole dello stare insieme. Cambiano le priorità di ogni membro del nucleo, vivendo nell'angoscia, cercando soltanto una soluzione a quel grave problema che col passare dei giorni aumenta nell'entità. La maggior parte della popolazione italiana è indebitata: i recenti dati ISTAT rilevano che sono oltre 1.200 le famiglie e 4 milioni e 600 le persone che vivono in condizioni di povertà assoluta, nonostante il reddito di cittadinanza o di dignità di cui tanto si parla per arginare la crisi, la quale invece non accenna segnali di ripresa.  La crisi economica, pertanto, insieme alle dipendenze dall'azzardo e dalle droghe, ai licenziamenti, ai fallimenti aziendali, ai divorzi, alla solitudine e all'emarginazione sono tra le principali cause che inducono a contrarre prestiti che espongono la gente a lungo andare a rischio di usura. Non si può pensare di uscire dalla crisi con il fardello di un' importante fetta della popolazione indebitata, a rischio usura o sotto usura, anche a causa dell'azzardo. Una piaga sociale è il gioco che genera depressione per l'economia, riduce il consumo di beni e servizi innescando un moltiplicatore economico negativo fatto di sovraindebitamenti, fallimenti di imprese e famiglie e licenziamenti dei lavoratori. Tutto questo provoca, insieme a danni etici, uno stato permanente di sovraindebitamento e talvolta di fallimento economico della famiglia. Si rende necessario, pertanto, riportare la persone e le imprese in bonis utilizzando le buone prassi di prevenzione e componimento dei debiti. Fare prevenzione soprattutto sulle fasce basse, quelle con posizioni debitorie esigue: intervenire immediatamente per rendere il soggetto produttivo ed evitare il sovraindebitamento. Uno strumento normativo importante è oggi rappresentato dalla Legge n. 3 del 2012 Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento, che finalmente, dopo diversi anni, ha un regolamento attuativo. Un dettato normativo emanato con un preciso intento: rendere solvibile chi è insolvibile e farlo rientrare nel mercato. Uno strumento, tuttavia, molto complesso. Oggi il 63% della popolazione (per la maggior parte si tratta di anziani) non riesce a compilare un modulo semplice: sarebbe utopia, quindi, per il singolo cittadino pensare di affrontare da solo la sua posizione di sovraindebitamento. Di qui la necessità di avvalersi di un adeguato supporto competente e professionale che lo guidi dalla redazione del piano particolareggiato sino alla presentazione dell'istanza giudiziale.


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